La rivoluzione casuale

scritto da Federico Fasce15 dicembre 2009

A casual revolution

L’ultimo periodo della storia dei videogame sarà di certo ricordato come quello dell’esplosione dei casual game. Non che non esistessero già, beninteso. Ma di certo negli ultimi tre-quattro anni, il videogame “per tutti” ha fatto strada e ha guadagnato un posto di tutto rispetto nel mercato. Ma chi sono i casual gamer? E soprattutto, esistono davvero? O si tratta solo di un facile stereotipo? Da queste parti si è da sempre piuttosto scettici su questa polarizzazione che sa parecchio di artefatto. Personalmente, da videogiocatore, mi muovo con una certa disinvoltura tra titoli cosiddetti hardcore e giochi più accessibili, a seconda dei contesti – più o meno sociali – e della disponibilità di tempo.

Sarà per questo che mi sono avvicinato con una grande curiosità a “A Casual Revolution“, l’ultimo libro di Jesper Juul. Juul è un famoso accademico danese, uno dei più rispettati nell’ambito dei game studies. Il suo ultimo libro è un viaggio all’interno dell’esplosione dei casual game, suffragato da studi e interviste che occupano due corpose appendici.

La dicotomia tra casual e hardcore gamer viene nel volume sviscerata e analizzata nel dettaglio, fino a dimostrare quanto queste due categorie siano del tutto stereotipate e molto spesso non rispondenti alla realtà dei videogiocatori. Parallelamente all’osservazione dei giocatori, Juul analizza anche i giochi e le loro caratteristiche, restituendo dignità a prodotti troppo spesso bollati come semplicistici e rilevandone invece l’importanza sociale.

Credo che proprio qui stia il valore del libro di Juul: nell’essere uno dei pochissimi testi di game studies a non scegliere una sola strada (di solito, o si studiano i giocatori, o si studiano i giochi), ma invece a vedere il medium ludico nel suo insieme, un insieme nel quale rientrano anche le persone che giocano e i loro rapporti.

Il risultato è davvero una piccola perla, che fa luce su una divisione troppo spesso affrettata e semplicistica superando ogni stereotipo. E inoltre – e non è cosa da poco – approfondisce le differenze strutturali tra i giochi pensati per gli appassionati e quelli per tutti, restituendo dignità a un gruppo di prodotti talvolta bistrattati e accusati di eccessiva semplicità. Purtroppo il libro non è disponibile in italiano, ma la lettura è di quelle assolutamente consigliate.

{ 2 commenti… Leggili qui sotto o aggiungine uno }

maurizio/videogioco dicembre 15, 2009 alle 15:11

ora mi hai incuriosito, ma su play.com ancora non si trova!

Federico Fasce dicembre 15, 2009 alle 15:27

Prova su bookdepository.co.uk. Io l’ho preso lì, sono veloci e non paghi la spedizione (come su play.com)

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