Valentijn Eekels è un giovane game designer olandese (è appena ventcinquenne). Insieme all’artista Eerin Vink ha creato e prodotto Day & Night, un gioco da tavolo astratto ma non troppo, con un’ambientazione vagamente mistica, che ha vinto il premio International Gamer Award 2009 come miglior prodotto per due giocatori.
Si tratta di un premio più che meritato, perché Day & Night è un prodotto di classe, semplice da giocare ma altamente strategico, molto ben bilanciato, solido e divertente.
La partita rappresenta un duello senza quartiere tra Notte e Giorno, impegnate a conquistare territori per edificare due templi. Il controllo di nove caselle adiacenti dà diritto alla costruzione di un tempio. Day & Night conta su una classica meccanica di base per giochi di questo genere, ovvero il controllo del territorio. Ogni giocatore ha a disposizione delle tessere a due facce, una delle quali rappresenta il cielo terso del giorno, mentre l’altra raffigura le stelle in un cielo notturno. L’idea ricorda da vicino grandi classici come il Reversi (Othello), ma la particolarità di Day & Night sta nel modo in cui le tessere vengono piazzate nell’area di gioco.
Innanzitutto i giocatori controllano una pedina che si muove direttamente sulla scacchiera. A questo va aggiunto un mazzo di carte, diverso per ognuno dei due contendenti, che contiene una serie di incantesimi. Queste magie permettono di influenzare in vario modo le aree vicine alle pedine. È molto facile quindi vedere repentini capovolgimenti di fronte: le tessere mutano la loro faccia e la luce cede il posto all’oscurità; barriere magiche vengono innalzate per limitare l’accesso ad alcune aree del territorio e così via.
Ovviamente l’uso degli incantesimi è limitato dal costo in ore degli stessi: ogni giocatore ha a disposizione dodici ore per turno, che servono anche per fare muovere la pedina sulla scacchiera. Se a questo si aggiunge che ad ogni movimento della pedina si può pescare un nuovo incantesimo, diventa chiaro come sia assolutamente necessario, a ogni turno, bilanciare perfettamente il movimento e la magia. Dodici ore diventano istantaneamente pochissime, costringendo ogni volta a scelte ponderate.
Quello che più colpisce di Night & Day (e probabilmente la meccanica nella quale risiede il suo fascino) è l’asimmetria tra i due giocatori. Fatti salvi alcuni incantesimi i mazzi sono molto differenti tra loro e richiedono scelte strategiche del tutto diverse. Se a questo aggiungiamo un ottimo bilanciamento e un sapiente mix tra generi differenti (nella fattispecie un classico gioco di controllo del territorio che incontra un gioco di carte) otteniamo un lavoro davvero notevole nel campo del game design.

