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Il gioco dell’energia

scritto da Federico Fasce15 ottobre 2009

Switch, il gioco di Gotham Gazette

Switch è un newsgame creato da Gotham Gazette, rivista dell’unione dei cittadini di New York, per sensibilizzare le persone sul problema del risparmio energetico in una grande città. Dalla descrizione iniziale tutto sembra davvero interessante. Si parla di chiamare i giocatori a decidere quali miglioramenti apportare alla città per ridurre i consumi (per esempio l’installazione di luci pubbliche a led, il maggior ricorso all’energia eolica, la minor illuminazione negli edifici pubblici) per vedere come cambierebbe la vita nella città.

Sembrerebbe tutto perfetto, insomma. Se non fosse che manca del tutto il gioco. O meglio, il gioco c’è, ma è scollegato dalle attività in oggetto. In sostanza si tratta di un memory che propone, ad ogni match riuscito, un miglioramento possibile. La comunicazione, in Switch, avviene al di fuori delle meccaniche di gioco, in un contesto non interattivo. Le decisioni che il giocatore è chiamato a prendere (ovvero se attivare o meno un certo servizio) sono quasi del tutto ininfluenti e non dipendono da un sistema di risorse scarse che invece avrebbe avuto molto senso.

Confrontatelo con Energyville, prodotto dall’Economist e sponsorizzato da Chevron. Certo, qui probabilmente si parla di budget del tutto differenti, ma se ci si concentra sulle meccaniche vediamo subito sia le similitudini con Switch che le differenze. Anche in Energyville bisogna scegliere quali fonti di energia attivare e quali non implementare. Qui, però, tralasciata l’inutile meccanica alla memory, ci si confronta direttamente con i costi economici di una determinata forma di energia, sull’impatto ambientale nonché sulle risorse a disposizione della comunità. Ecco allora che puntando solo sulle energie ecologiche ci si scontra con costi alti per la comunità e minore affidabilità dei servizi. Come dire, e non è un caso che ci sia dietro Chevron, che risparmiare con le energie pulite si può, ma che difficilmente possono sostituire fonti più tradizionali e inquietanti.

Chevron - willyoujoinus - Energyville

Ovviamente la comunicazione portata dalle meccaniche di gioco non è altro che un’opinione (per quanto basata su calcoli reali, ancorché semplificati). Non mi interessa qui commentare il messaggio, anche perché può essere letto in modi diversi a seconda di come si decide di configurare lo spazio delle possibilità attraverso un compromesso energetico, ma piuttosto la forza comunicativa che sta dietro alle meccaniche ludiche, ammesso e non concesso che siano sfruttate in modo corretto.

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