Come ho scritto nella presentazione di questo spazio, sono convinto che, nel momento in cui si decide di parlare di giochi, non ci si possa limitare ai soli videogame, che pure sono – ad oggi – l’espressione più sofisticata e interessante del medium ludico. In un’intervista già citata in un altro articolo Will Wright afferma con forza la necessità di guardare a più ampio spettro il mondo dei giochi:
We are taking the games industry into other areas. We are expanding what we call the “play industry.”
Il trend ormai è chiaro da tempo. Un’intera generazione è nata e cresciuta immersa nei media interattivi, partendo già da chi, nei primi anni ottanta, cominciava a divertirsi con Asteroids e con i primissimi cabinati da bar. Queste persone non si accontentano più della fruizione passiva. Si aspettano di manipolare i mondi proposti dai media, di metterci del loro, esattamente come succede con i giochi. Ecco allora il panorama di cui parla Will Wright. I “vecchi” media attendono, per dirla con McLuhan, di essere inglobati dal nuovo medium interattivo. Le esperienze totalmente passive non bastano più e devono essere in qualche modo estese per solleticare il difficile palato del popolo del joystick.
Ecco allora che esperimenti timidi come quello di Flash Forward, serie TV che approda in contemporanea in tutto il mondo, acquistano un senso. Flash Forward è collegato a due giochi, o meglio, a due esperienze ancora non del tutto ludiche. La prima, citata generosamente nelle prime due puntate, permette ai giocatori di sentirsi parte di un mosaico di esperienze; partendo dalla premessa della serie (per poco più di due minuti l’intera umanità perde i sensi e ha una visione del futuro) il gioco è quello di mettere in relazione le visioni, di collegarle tra loro per raccontare nuove storie parallele a quella narrata in tv.
La seconda promette ai giocatori (ahimé, solo americani) di raccogliere alcuni indizi che porteranno a una rivelazione sugli eventi narrati.
La serie TV, insomma, inizia a inglobare un piccolo spazio di possibilità. Può sembrare una normale operazione di marketing, ma la verità è che è molto di più. Per dirla con Douglas Adams, stiamo cominciando a riprenderci l’interattività. La mia visione del futuro tra sei mesi? Nella serie TV Flash Forward parte della trama è scaturita dal gioco creato dagli sceneggiatori.
