Credo che questo sia un inizio. Bello, qua dovrei scrivere qualcosa su cosa è questo progetto, sul perché ho aperto l’ennesimo spazio, eccetera. Cerco di buttare giù le idee che hanno dato vita a questa cosa. Che non si sa dove andrà a finire, ma che intanto prova a fare un primo, timido, passo.
Antefatto
È parecchio tempo che penso alla possibilità di creare una rivista online sui giochi diversa dal solito. Innanzitutto, notate il termine: giochi, non videogiochi. Nonostante i videogame siano oggi l’espressione più completa e interessante del mondo ludico, credo sia importantissimo non dimenticare che sono prima di tutto giochi e che condividono le loro caratteristiche con i rappresentanti di un ecosistema vastissimo che, grazie alla rete e all’evolversi della tecnologia, non farà che ingrandirsi. Ma torniamo alla rivista. L’idea che mi ha sempre solleticato era di tirare fuori qualcosa che non fosse la solita corsa alla recensione prima degli altri dell’ennesimo blockbuster. Io stesso, va detto, non sono il tipo (solo) da grandi produzioni che vendono migliaia di copie. Preferisco esplorare il suddetto ecosistema alla ricerca di gemme nascoste, preferisco prendermi il mio tempo e dare un giudizio completo su quello che vedo nel momento in cui sono in grado di elaborarlo in modo approfondito.
Quindi il primo passo, in buona sostanza, è stato: “mi piacerebbe una rivista di approfondimento sui giochi. Qualcosa che parli del gioco dopo che è stato giocato, sviscerato, compreso“. No, solitamente questo non capita in pochi giorni, anche se è facile, in poco tempo, accorgersi della qualità media di un prodotto.
Game critics
Greg Costikyan, un signore che è considerato, a ragione, un guru nel campo dei game studies, ha scritto questo articolo. Costikyan sostiene che sia necessario andare oltre al semplice concetto di review, per spostarsi verso una disciplina più profonda, che non a caso chiama game critics. Quali sono le differenze tra i due approcci? Greg le traccia in modo tanto semplice quanto chiaro. Se l’obiettivo di una recensione è quello di dire se vale la pena buttare sessanta euro per un gioco, quello della critica dovrebbe essere di raccontare se e come un gioco sta cambiando l’ecosistema in cui si trova. Se “alza l’asticella” e pone il medium in una nuova posizione. Se dice qualcosa di nuovo. Se quel qualcosa ha una rilevanza culturale.
Proprio quello che mi interessava.
Game Studies
Ovviamente la critica dei giochi si colloca in un contesto più ampio, che è quello dei game studies. Si tratta di un campo multidisciplinare che cerca di dare un rigore accademico al mondo dei giochi, sia da un punto di vista socioantropologico (e quindi riguardo agli effetti che il gioco ha sull’uomo), sia da un punto di vista logico-matematico (per quanto riguarda regole e meccaniche), sia da un punto di vista semiotico (e quindi relativo a come un gioco è strutturato, come funziona e come comunica). Mi piacerebbe che questo spazio diventasse un luogo di discussione anche di questa disciplina, che praticamente è del tutto ignorata in questo paese e dalla quale invece non si può prescindere se si vuole capire un medium destinato ad occupare sempre di più le nostre vite.
Game Design
Qualche volta è bello passare dalla teoria alla pratica. Quello di fare il game designer è un sogno di molti appassionati di giochi. Ma cosa vuol dire progettare un gioco? Quali sono le regole, che cosa in concreto si deve fare? Quello del game design è un campo affascinante, per un motivo in particolare. Fino a poco tempo fa non esisteva una base comune e un percorso di studi per fare questo mestiere. Non solo, la disciplina stessa era una sorta di alchimia, nella quale era impossibile trovare un metodo di lavoro o un percorso di studi comune. Oggi il medium sta maturando e dall’alchimia, per dirla con le parole di Daniel Cook, si passa gradatamente alla chimica. Esistono però ancora molti punti da esplorare e molte teorie da verificare.
Invaders’ Den
Da tempo ho aperto una stanza sul social network FriendFeed dedicato alle discussioni ludiche. Si chiama Invaders’ Den e devo dire che in poco tempo si è consolidato un bel gruppo di persone. Recentemente ho scoperto che il relativo dominio era libero, così ho deciso di comprarlo. Qualche giorno fa ho chiesto alla stanza che cosa si sarebbe potuto fare. Bene, è venuto fuori che molte persone erano non solo interessate agli argomenti di cui sopra, ma anche che erano disposte a dare una mano a fare vivere questo spazio.
Parlo di spazio perché, rifacendomi al commento di edt in quello stesso thread, mi piacerebbe che cominciasse come un luogo di discussione libero, nel quale chi è interessato a questi argomenti possa confrontarsi e crescere.
Così ho messo su questa cosa. Per ora è all’inizio, andrà limata e sistemata per bene. Ma avevamo bisogno di fare il primo passo e uscire dal covo. Ora vediamo insieme cosa succederà.


{ 11 commenti… Leggili qui sotto o aggiungine uno }
In questi giorni, mentre invadersden.com nasceva, stavo preparando un esame di teoria e analisi del linguaggio cinematrografico. Più studiavo più mi rendevo conto che per quante recensioni di giochi avessi letto nella mia vita mai nessuno mi aveva parlato di qualche cosa di diverso, dello specifico del videogioco e del suo linguaggio. Il cinema ci ha messo tanti e tanti anni a prendere la sua forma e ad avere i suoi studies, non sarà lo stesso col videogioco. Faccio dei piccoli party mentali per la nascita di invaders’ den. :)
Da qualche parte bisogna pur iniziare. La semplicità e la spiegazione di quello che si vorrebbe fare su Invaders’ Den è comprensibile a tutti.
Quello che mi piacerebbe proporre è quell’attività che fanno i quotidiani e non i magazine, non solo raccontare la notizia, ma viverla, esprimere un opinione non limitandosi alla superficie dell’oggetto analizzato, ma comprenderne la totalità, l’anima e lo spirito.
Tanti sono gli argomenti che meritano approfondimento, dall’aspetto socioeducativo e la sua interpretazione all’interno della società di un gioco, fino alle conseguenze che può trasmettere sulla personalità di chi vi si avvicina.
Spero questo sarà il luogo per alzare l’asticella anche sull’informazione italiana verso questo angolo di divertimento che ancora siamo capaci ad apprezzare.
Conoscendo online quelli che hanno partecipato al thread su Friendfeed, nutro grandissime speranze per questo progetto…oltre a essere soddisfattissimo già così per questo primo passo :)
L’inizio è fatto, vediamo di alzare ancora l’asticella :)
Mi raccomando, da non sottovalutare il gioco lontano dallo schermo. In bocca al lupo.
P.S.: Che ne sarà di Flow? Sarà ospitato su Invaders’ Den?
Grazie a tutti per i commenti e per l’entusiasmo.
Mirko, tranquillo che non sottovaluterò. Come ho scritto per me il gioco è gioco.
Per Flow: per adesso e finché mi diverto a farlo continua così. Vedremo poi se incorporarlo o meno in Invaders’ Den. Probabilmente ha senso, dato che i temi trattati sono quelli. In ogni caso continuerà la sua vita nel suo spazio, al limite lo aggrego qui.
Suggerisco una cosa per uno dei prossimi passi, Federico, o chiunque altro si senta in grado. Stendete una bibliografia essenziale, quattro, cinque, dieci libri che andrebbero letti. Poi magari non li leggiamo e ci raccontate voi che cosa contengono ma intanto stanno lì, anche senza essere dentro il flusso dei post, in una paginetta a parte; come promemoria. Anche per chi, come me, vorrebbe partecipare ma non sa da dove partire, puoi essere giocatore quanto ti pare ma la comprensione delle meccaniche e del linguaggio gioco non si improvvisa.
Lo voglio fare da tempo. Avevo anche pensato di mettere su una cosa con Amazon (che ti permette di creare una pagina con i libri che consigli su un certo argomento). Vedo se si può integrare.
L’unico problema è che il 99% del materiale è disponibile solo in inglese.
che bello vedere che questo progetto ha davvero preso vita. Davvero complimenti a Federico per il suo impegno. In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante e particolare (scritto da un filosofo): quando lo finisco, magari lo condivido qui :-)
Bello, lo giro a chi è del settore dei videogiochi, di riviste cartacee ce ne sono ormai poche in italia, forse c’è più varietà nei siti web ma tutte si basano proprio sul vecchio concetto di review. Superarlo con un game critics 2.0 (fatto non di solo rating) sarebbe bellissimo. ;)
Vedo solo adesso (è un po’ che non giro su FF). Mi complimento e inserisco subito il feed in quelli da leggere. Una cosa così mancava, e va tenuta d’occhio. Bravo/bravi!
Scopro solo oggi, googlereaderato.